Il differenziale traduce in oggetto autonomo l’idea di “variazione infinitesima lungo la tangente”: è lo strumento con cui si approssima ff vicino a un punto e con cui la notazione dfdx\frac{df}{dx} acquista un senso preciso.

Definizione — Il differenziale

Il differenziale di ff nel punto xx con incremento dxdx è: df=f(x)dx.df = f'(x)\cdot dx. Qui dxdx è un incremento infinitesimo della variabile indipendente (è lo stesso Δx\Delta x nel limite Δx0\Delta x\to 0, ma scritto con la “d” per indicare che siamo già passati al limite). Il differenziale dfdf è la variazione approssimata di ff lungo la tangente.

Osservazione — Perché la notazione dfdx\frac{df}{dx} ha senso

Se si divide il differenziale df=f(x)dxdf = f'(x)\cdot dx per dxdx, si ottiene dfdx=f(x)\frac{df}{dx} = f'(x). Ecco perché la derivata si può “leggere” come un rapporto tra il differenziale della funzione e il differenziale della variabile: non è un abuso di notazione ma una proprietà genuina dei differenziali.

Osservazione — Il differenziale come approssimazione

Geometricamente, dfdf è lo spostamento verticale lungo la retta tangente quando ci si muove di dxdx in orizzontale. La funzione vera si sposta di Δf=f(x+dx)f(x)\Delta f = f(x+dx)-f(x), un po’ diverso da dfdf (la differenza è un “errore” di ordine dx2dx^2). Ma per dxdx piccoli, dfΔfdf\approx\Delta f è un’ottima approssimazione.

Collegamenti

Argomenti: Derivate
Concetti: Derivata · Differenziale · Notazione di leibniz
Competenze: Stimare