Per risolvere un’equazione esponenziale si cerca sempre di ricondursi a una forma in cui si possa “togliere la base” o sostituire una nuova incognita.

In sintesi — Metodi principali

  1. Stessa base. Se si riesce a scrivere entrambi i membri come potenze con la stessa base, ad esempio af(x)=ag(x)a^{f(x)} = a^{g(x)}, allora — per l’iniettività della funzione esponenziale — si può “togliere la base” e ridurre l’equazione a f(x)=g(x)f(x) = g(x).
  2. Sostituzione. Se nell’equazione compare un’espressione del tipo axa^x più volte (o a2x=(ax)2a^{2x} = (a^x)^2), si pone t=axt = a^x (con la condizione t>0t > 0) e si risolve un’equazione in tt — spesso di secondo grado. Infine si torna a xx imponendo ax=ta^x = t per ogni radice t>0t > 0 trovata.
  3. Passaggio al logaritmo. Se non si può fare nulla di meglio, si applica il logaritmo (prossimo capitolo) per portare l’esponente xx in forma “lineare”. Lo vedremo dopo aver definito i logaritmi.

I primi due metodi sono quelli che useremo subito; il terzo richiede il logaritmo e sarà trattato nel capitolo successivo.

Collegamenti

Argomenti: Funzione esponenziale
Concetti: Iniettivita
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Metodi: Esponenziale equazioni
Competenze: Risolvere equazioni