Il prezzo di equilibrio non è, in generale, quello che rende massimo il profitto: sono due obiettivi distinti. E per misurare quanto la domanda “reagisce” al prezzo si introduce l’elasticità.

Osservazione — Profitto del produttore vs equilibrio

Se il costo unitario di produzione è c0=5c_0=5 € a scatola, il profitto in equilibrio è π=(pc0)q(14,585)479345950 €/mese.\pi^* = (p^* - c_0)\cdot q^* \approx (14{,}58 - 5)\cdot 4\,793 \approx 45\,950\ \text{€/mese}. Variando il prezzo, π(p)=(pc0)D(p)\pi(p) = (p - c_0)\cdot D(p) è una parabola in pp il cui vertice individua il prezzo di massimo profitto, in generale diverso dal prezzo di equilibrio: massimizzare i ricavi e svuotare il mercato sono due obiettivi distinti. La determinazione analitica del massimo è il problema classico di ottimizzazione che riprenderemo studiando le derivate in Quarta.

Osservazione — Elasticità della domanda

Una misura di “quanto la domanda risponde al prezzo” è l’elasticità: εD=ΔD/DΔp/p.\varepsilon_D = -\frac{\Delta D / D}{\Delta p / p}. Per una domanda lineare D(p)=abpD(p)=a-bp: εD=bp/(abp)\varepsilon_D = bp/(a-bp), crescente in pp. Quando εD>1\varepsilon_D>1 la domanda è elastica, quando εD<1\varepsilon_D<1 rigida. La forma rigorosa con le derivate (derivata logaritmica) si vedrà in Quinta.

Collegamenti

Argomenti: Funzioni proprieta
Concetti: Elasticita · Equilibrio di mercato
Funzioni: Parabola
Competenze: Modellizzare