Perché ci serve un insieme più grande dei razionali ? La risposta storica nasce da una crisi. Per i seguaci di Pitagora di Samo (VI secolo a.C.) valeva il motto “tutto è numero”: erano convinti che ogni lunghezza si potesse esprimere come rapporto tra due interi. Due segmenti si dicono commensurabili se esiste una piccola unità di misura comune che entra un numero intero di volte in entrambi; per i pitagorici ogni coppia di segmenti doveva esserlo.
La scoperta che manda in frantumi questa convinzione riguarda la cosa più semplice del mondo: un quadrato di lato . Per il teorema di Pitagora la sua diagonale soddisfa La tradizione attribuisce a Ippaso di Metaponto (V secolo a.C.), pitagorico della Magna Grecia, la dimostrazione che non è un rapporto tra interi: lato e diagonale del quadrato sono incommensurabili. Fu la nascita dei numeri irrazionali e il primo grande scandalo della matematica greca (Boyer).
Perché non è razionale
Supponiamo per assurdo che con interi senza fattori comuni (frazione già ridotta ai minimi termini). Elevando al quadrato: Allora è pari, quindi anche è pari: scriviamo . Sostituendo, , da cui : dunque anche è pari e quindi è pari. Ma se e sono entrambi pari hanno il fattore in comune, contro l’ipotesi che la frazione fosse ridotta. La contraddizione mostra che non può scriversi come : è irrazionale.
La leggenda — quasi certamente romanzata — vuole che Ippaso sia stato punito con l’annegamento per aver divulgato questo segreto inaccettabile (Dunham). Al di là dell’aneddoto, il significato è enorme: i razionali non bastano nemmeno a misurare la diagonale di un quadrato, e occorre l’insieme più ampio dei numeri reali , che contiene anche gli irrazionali come e (Kline). La sistemazione rigorosa di questo ampliamento arriverà solo nell’Ottocento, ma la domanda che lo rende necessario è vecchia di venticinque secoli.
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Argomenti: Numeri e operazioni
Concetti: Insiemi numerici · Numeri irrazionali · Numeri razionali · Numeri reali
Persone: Ippaso · Pitagora