Molto prima che si scrivessero equazioni con lettere e segni di uguale, gli antichi Egizi sapevano già risolvere problemi che noi tradurremmo in equazioni di primo grado. La testimonianza più celebre è il papiro di Rhind (o papiro di Ahmes), un rotolo lungo più di cinque metri copiato intorno al 1650 a.C. dallo scriba Ahmes da un originale ancora più antico. È una raccolta di 84 problemi pratici — pane, birra, terreni, mangimi — e in molti di essi compare un’incognita, chiamata aha, cioè “mucchio” o “quantità”.

Un problema del papiro

Il problema 24 del papiro chiede, in sostanza:

Una quantità e la sua settima parte, sommate, danno 1919. Quanto vale la quantità?

Con il nostro simbolismo scriveremmo semplicemente x+17x=19.x + \frac{1}{7}x = 19.

Gli Egizi non disponevano di questa notazione, e usavano invece il metodo della falsa posizione: si sceglie un valore di comodo per l’incognita, si calcola il risultato che produce e poi lo si corregge con una proporzione.

Come funziona

Conviene scegliere un valore “falso” che renda facili i calcoli: qui 77, perché la sua settima parte è un numero intero. Sostituendo x=7x = 7: 7+177=7+1=8.7 + \frac{1}{7}\cdot 7 = 7 + 1 = 8.

Il tentativo dà 88, ma noi vogliamo 1919. Poiché l’espressione x+17xx + \tfrac{1}{7}x è proporzionale a xx, basta moltiplicare il valore falso per il fattore di correzione 198\dfrac{19}{8}: x=7198=1338=16+58.x = 7 \cdot \frac{19}{8} = \frac{133}{8} = 16 + \frac{5}{8}.

E infatti 1658+171658=1916\tfrac{5}{8} + \tfrac{1}{7}\cdot 16\tfrac{5}{8} = 19: la risposta è esatta. Il metodo funziona perché l’equazione è lineare e omogenea nell’incognita — raddoppiando xx raddoppia anche il primo membro — cosicché il rapporto tra risultato voluto e risultato ottenuto è esattamente il rapporto tra la soluzione vera e il valore falso.

Perché ci interessa ancora

La falsa posizione mostra che l’idea di “isolare l’incognita” con i principi di equivalenza non è l’unico modo di ragionare: per secoli, dagli Egizi fino all’algebra medievale, si è risolto per tentativi guidati dalla proporzionalità. Solo con il simbolismo moderno il procedimento è diventato la manipolazione meccanica che oggi conosciamo. Vale la pena notare che il metodo, così com’è, funziona solo per equazioni del tipo ax=bax = b: per equazioni con un termine noto additivo (come ax+c=bax + c = b) occorre la variante della doppia falsa posizione, sviluppata più tardi.

Collegamenti

Argomenti: Equazioni primo grado
Concetti: Equazione · Incognita
Persone: Ahmes